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L’Ecoforum di quest’anno, appuntamento rivolto principalmente ad amministrazioni pubbliche, consigli di bacino, aziende virtuose e operatori del settore, è stato incentrato sul tema “L’economia circolare per fermare discariche e nuovi inceneritori”. Nel suo intervento la presidente Silvia Ruzzon ha presentato l’esperienza di S.E.S.A. Spa, società fondata 30 anni fa per gestire una discarica con un approccio innovativo rispetto ai tempi. La gestione della discarica venne, infatti, affiancata dall’avvio di una raccolta differenziata porta a porta, che aveva lo scopo di consentire il riciclo della maggior percentuale di rifiuto possibile. “Questa scelta innovativa e lungimirante, unita a consistenti investimenti nella selezione del rifiuto, ha permesso a S.E.S.A. di arrivare dopo trent’anni ad avere una discarica dalle dimensioni molto contenute – ha spiegato la presidente Ruzzon -. L’obiettivo della Società è conferire meno rifiuto possibile in discarica, per questo l’azienda si è dotata anche di processi produttivi che consentono una selezione molto spinta. La matrice secca, proveniente dalla raccolta differenziata, nel nostro impianto subisce una selezione effettuata tramite lettori ottici, che consente il recupero di un ulteriore 25% di materiale, che in questo modo non finisce in discarica, ma viene destinato al riciclo”.
Del rifiuto organico non si butta via nulla
La presidente Ruzzon ha parlato anche del core business di S.E.S.A., della sua attività principale: la trasformazione della frazione umida dei rifiuti in energia. Il rifiuto organico, che entra in impianto, subisce un trattamento di digestione anaerobica che lo trasforma in biogas, da cui, a seguito di raffinazione, si ottengono biometano e CO2. Il primo viene utilizzato come carburante a zero emissioni per i mezzi della flotta S.E.S.A. L’anidride carbonica non viene immessa in atmosfera, ma stoccata e ceduta alle aziende del settore alimentare che la impiegano per gasare acqua e bibite.
Il digestato, residuo del processo di digestione anaerobica dei rifiuti organici, viene reintrodotto nella filiera aerobica per diventare compost, un fertilizzante naturale. “Dal processo che subisce il rifiuto umido recuperiamo anche tutta l’acqua che, una volta depurata, viene utilizzata per scopi aziendali – ha precisato la presidente Ruzzon -. Una parte di quest’acqua viene immessa nel circuito di teleriscaldamento che, utilizzando il calore prodotto nell’impianto S.E.S.A., va a riscaldare edifici pubblici e aziende dei comuni di Este e Ospedaletto Euganeo. Esempio di questo virtuoso ciclo produttivo sono le serre di S.E.S.A. dove, grazie all’impiego del calore, dell’acqua, dell’energia e del compost prodotti nel nostro impianto, si coltivano fiori e piante ornamentali”.